Le origini, il passato, la storia…

SAN VITO, BORCA, VODO, CIBIANA, VALLE
Storia dell'Alto Cadore

CENNI STORICI

I paesi che compongono il Cadore hanno un'origine antichissima, ma le fonti documentate della loro storia risalgono solo al XII secolo. Una testimonianza certa di antica presenza umana sul suo territorio è data dalla recente scoperta della sepoltura mesolitica dell'uomo cacciatore di Mondeval, che visse circa 6000 anni fa.
Numerosi ritrovamenti archeologici testimoniano comunque che il Cadore era assai popolato fin dall'epoca preromana e romana, soprattutto nella parte inferiore della valle percorsa dal Boite, dove sono rinvenuti interessanti reperti, custoditi tutt'oggi nel Museo Archeologico della Magnifica Comunità di Pieve di Cadore.

Il Cadore deve il suo nome al popolo dei celti: Catubrigum: "catu"=battaglia + "brigum"=altura, roccaforte, cittadella. Il nome latino del Cadore era invece "Catubrium" e la prima menzione del termine risale ad un'epigrafe sepolcrale del II secolo, ritrovata a Belluno, sulla quale spicca il nome della popolazione, i "catubrinorum". Successivamente il nome viene poi volgarizzato in Cadore.

Dopo essersi affrancato dalla sottomissione feudale ed aver superato la terribile peste del 1348/51, con la costituzione del Cadore in territorio retto autonomamente da uno Statuto proprio, inizia anche qui il tempo delle libertà, che durerà fino alla caduta della Repubblica Veneta (1797).

Gli Statuti della Magnifica Comunità di Cadore e le leggi, fecero del Cadore, un caso unico, come definisce Lorenzoni, una "piccola Repubblica alpina contraddistinta, da unità di linguaggio, di sentimenti, di costumi, di leggi". Fu questo periodo di splendore economico che vide anche in Cadore lo sviluppo delle attività commerciali, artigianali e culturali. Ogni famiglia possedeva una casa e una piccola proprietà, mentre i boschi e i pascoli erano goduti in comune e amministrati dai capifamiglia. Questa tradizione è pervenuta attraverso i secoli con il vincolo dell'indivisibilità e dell'inalienabilità. Si consolidano così le antiche organizzazioni sociali regoliere che garantiscono un uso corretto del territorio.
Un intenso traffico di merci si sviluppa tra il Nord Europa, lungo la via romana che dalla Pusteria, attraversato San Vito, le valli del Boite e del Piave, giunge alla costa adriatica.
Lo sfruttamento dell'energia idraulica del Boite favorisce il sorgere di segherie ed attività artigianali per la lavorazione e la fluitazione del legname, oltre a mulini per la macina dei cereali prodotti in loco. In questo periodo vengono realizzate significative opere di apprezzabile valore architettonico, artistico, culturale e storico. Tra il 1600 ed il 1800 ogni villaggio ebbe la sua piccola chiesa, sorta per volontà e sacrificio del popolo.

La Comunità di San Vito si deve sobbarcare, nel 1753, l'onere della storica muraglia di Giau, per demarcare il confine tra Ampezzo e San Vito.

Dopo il 1800, ai disagi del periodo napoleonico si aggiungono la carestia del 1817, la dominazione austriaca fino al 1866, che sfruttò quasi completamente le risorse boschive, lasciando il territorio in balia di frane ed alluvioni. Duri anni di stenti, che costrinsero gran parte della popolazione ad emigrare.

La lenta ripresa del Cadore si avvia con il miglioramento delle vie di comunicazione, la sistemazione delle malghe, la costruzione di acquedotti metallici, gli edifici per le scuole e la sede dei Comuni.

Il turismo, originato dalle escursioni alpinistiche di fine secolo, diventa un fenomeno importante negli anni Trenta. Sono in gran parte gli stranieri che, accompagnati spesso da guide locali, raggiungono per la prima volta le vette dei monti del Cadore e scrivendo articoli e libri, richiamano l'attenzione del mondo sulla maestosità di questi paesaggi. I visitatori crescono sensibilmente e prende così avvio l'imprenditoria turistica.

Prima dell'800, la bellezza dei panorami dell'Alto Cadore era stata celebrata solo dalle opere del famoso pittore cadorino Tiziano, che aveva posto a sfondo dei suoi dipinti, le sue care montagne.

Informazioni

TESTI DI APPROFONDIMENTO
GIOVANNI FABBIANI,"S.Vito, Borca, Vodo e Venas nella storia"..
VINCENZO MENEGUS TAMBURIN,"Breve storia del Cadore".

Storia della Muraglia:
GIUSEPPE RICHEBUONO,"Contese per i confini fra le comunità di Ampezzo e di S. Vito di Cadore"
MARIO FERRUCCIO BELLI,"Giau e il muro della pace"


BIBLIOTECHE

Bibl.comunale di San Vito: tel.0436 890630
Bibl.comunale di Borca: tel.0435 482449
Bibl.Istituto Ladin de la Dolomites: sito web
Bibl. civica di Cortina: sito web

RIEVOCAZIONI STORICHE
Viaggio nel passato: antichi mestieri e scene di vita di fine'800.
Luogo: Valle di Cadore
Info: Ufficio Turistico Valle di Cadore, tel.0435.501527

LINK
Approfondimento sull'uomo di Mondeval
file PDF
Museo "Vittorino Cazzetta"
- reperti dell'Uomo di Mondeval
Istituto Ladin de la Dolomites
http://www.ellisislandrecords.com/ (lingua inglese)
Per sapere i dati relativi allo sbarco degli emigrati cadorini negli States.



DATE STORICHE

1985 - Ritrovamento dell'Uomo di Mondeval
Anni '30 - Avvio imprenditoria turistica.
1917/18 - Invasione durante il conflitto mondiale.
1866 - Fine dominazione austriaca. Il Cadore entra nel Regno d'Italia.
1797 - Caduta Repubblica Veneta e inizio dominazione austriaca.
1753 - Costruzione Muraglia di Giau.
1227 - Primi Statuti e Laudi a San Vito.


METEO

Meteo San Vito di Cadore

 


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